Archivi categoria: 2010-2019

Progetto non realizzato per la realizzazione della storica Maritime Rites sul Tevere.

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Dopo la prima esecuzione nel 1980 e la seconda nel 2012, nel 2016 Curran torna per per la terza volta nello storico laghetto di Villa Borghese per una nuova versione di Maritime Rites.

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Versione della storica performance Maritime Rites, eseguita nel 2015 con grandi navi nel porto di Palermo, in occasione delle celebrazioni per la Festa di Santa Rosalia.

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Dopo più di trent’anni, ritorno alla versione originale di Maritime Rites nello stesso luogo in cui si è svolta nel 1980: il laghetto di Villa Borghese.

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Nella salina di Margherita di Savoia, otto cuffie sono a disposizione dei visitatori che potranno ascoltare le memorie degli abitanti del luogo.

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In occasione delle elezioni politiche del 2018, De Luca organizza l’ultimo dei suoi blitz: un furgone si riversa nelle strade di Roma per portare, di seggio in seggio, il suono di un’inno di Mameli reso irriconoscibile dalla distorsione.

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Nel 2018, in occasione della quinta edizione del festival Liminaria, intitolata Transitions, l’architetto, musicista e sound artist Nicola Di Croce ha preso parte a una residenza artistica a Guardia Sanframondi, un borgo dell’entroterra campano noto per il suo straordinario patrimonio storico, architettonico e paesaggistico.

La residenza ha avuto come fulcro l’esplorazione del paesaggio sonoro del paese, con un’attenzione particolare ai luoghi silenziosi e agli spazi in abbandono del centro storico, oggi al centro di dinamiche di trasformazione socioeconomica. Numerosi immobili, infatti, sono oggetto di un crescente interesse da parte di acquirenti stranieri – principalmente americani e inglesi – attratti dall’autenticità e dalla quiete di questi luoghi, dove molti scelgono di intraprendere nuove forme di vita e lavoro.

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Liminaria è un progetto di ricerca attivo dal 2014, focalizzato sulla creazione di reti culturali sostenibili in diversi contesti rurali del Mezzogiorno d’Italia, con particolare attenzione ad alcune aree dell’Appennino, quali la Valfortore, l’Irpinia e la Valle Caudina.

Il progetto si articola attraverso una pluralità di narrazioni e pratiche che abbracciano diversi ambiti disciplinari e culturali: dagli eventi culturali e performativi, tra cui un festival e un programma di residenza dedicato alla sound art, fino allo sviluppo di percorsi di co-working con istituzioni scolastiche e alla sperimentazione di format ibridi incentrati sulle tecnoculture.

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Cosa succede quando ciò che si sente sta sotto? È questa la domanda che si pone Antonello Ghezzi (Nadia Antonello e Paolo Ghezzi) nel 2010 durante quinta edizione di Cuore di Pietra. Armato di strumenti di registrazione il duo registra i suoni emessi da uno dei laghetti del Ginepreto. I suoni subacquei di uno dei laghetti del Ginepreto arrivano così in via Matteotti 4, al Centro Diurno Enrico Giusti e diventano qui il tramite di congiunzione sonora fra un’area verde e il nuovo centro in costruzione.

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Cuore di Pietra nasce dalla trasformazione urbana di Pianoro Nuovo, dove le palazzine IACP, simbolo storico del paese dopo la Seconda guerra mondiale, sono state demolite per dare avvio al Piano di Riqualificazione Urbana (PRU), che ha profondamente modificato il centro abitato.

Il progetto di public art, curato da Mili Romano e tutt’ora in corso, si propone di documentare e accompagnare questi cambiamenti urbanistici e sociali, cogliendo il senso di perdita e il vissuto degli abitanti, soprattutto anziani, che hanno assistito alla scomparsa del loro ambiente familiare. Attraverso un linguaggio poetico e ironico, Cuore di Pietra racconta la “resistenza” degli edifici, intesi come custodi di storie e identità collettive

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