Archivi autore: Sveva Carnevale

Il progetto consiste nell’installazione di sculture elettroniche interattive, alimentate da piccoli pannelli solari, posizionate in parchi e giardini pubblici. Questi dispositivi emettono suoni, si illuminano al buio, si muovono dolcemente e reagiscono alla presenza e al movimento umano.

L’opera mette in relazione tecnologia, natura e percezione umana, proponendo un’esperienza sensoriale che invita a riscoprire le piante come esseri viventi e la tecnologia come entità dinamica e integrata nell’ambiente.

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Nel 1976 Maurizio Nannucci realizza una performance tra le strade di Firenze in cui egli, armato di un microfono, invita i passanti a dirgli la prima parola che gli viene in mente. Da questa operazione, due anni dopo, nel 1978 nasce un libro sonoro realizzato da ICC (Internationaal Cultureel Centrum di Antwerpen) la cui copertina mostra una fotografia dell’evento, mentre all’interno sono riportate tutte le parole raccolte durante l’azione.

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Maurizio Nannucci concepisce questa installazione, oltre che per Firenze, per le città di Bologna e Catania dove non venne mai realizzata.

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Nell’ambito dell’evento Campo Urbano svoltosi nel settembre del 1969 a Como, Giuseppe Chiari e Franca Sacchi realizzano un’improvvisazione sonora nel centro della città lombarda coinvolgendo attivamente i cittadini. I due realizzano un’arpa di dimensioni enormi collegando fili posti in risonanza fra la facciata del duomo di Como e il selciato della piazza. Successivamente, forniscono ai passanti diversi strumenti musicali da poter suonare liberamente.

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Come suona una città? è il breve reportage realizzato da L’Impero della luce Johann Merrich ed eviaac) in collaborazione con Labirinto cooperativa sociale e GRA – non solo cibi da cortile a Pesaro in occasione di Pesaro 2024 Capitale italiana della cultura. Questo reportage sonoro s’inserisce all’interno di una pratica artistica più ampia che il duo porta avanti dal 2021 dal nome Foreste Elettriche.

Foreste Elettriche è una passeggiata sonora esplorativa che il duo definisce “un prezioso momento per conoscere un altro strato della realtà in cui viviamo e prende ispirazione dalle Electrical Walks di Christina Kubisch, pioniera della musica per induzione elettromagnetica”.

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Futuro Ritorno è un’installazione dislocata tramite altoparlanti in diversi punti della città alta e della città bassa di Bergamo, ma è anche un CD.

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L’Alfabeto Urbano di Roberto Paci Dalò è un’opera che rievoca una tradizione di permanenze simboliche e rituali, con un fascio sonoro che spazia dal rumore della circumvesuviana al canto dei venditori del mercato.

Si tratta di un viaggio non tanto all’interno di una città, quanto nel suono della sua esistenza, delle sue variazioni e delle sue costanti.

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Tellus Totem è un’installazione sonora realizzata all’interno della rassegna E- ArtQuake organizzata nel 2010 a trent’anni dal terremoto che ha colpito l’Irpinia il 23 novembre 1980. E.ArtQuake non è stata ina mostra commemorativa, ma un’operazione estetica, un mezzo per mettere in luce una diversa e inedita prospettiva di rappresentazione e riflessione sulle implicazioni che un evento traumatico comporta.

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Forno Canavese, conosciuta come “la piccola Ruhr” per la sua lunga tradizione nell’industria siderurgica, ospita numerose fabbriche di stampaggio a caldo, il cui lavoro è accompagnato dal rumore delle grandi presse. Per rispondere alle lamentele dei cittadini riguardo l’inquinamento acustico, Enzo Umbaca ha deciso di trasformare quella che definisce l’“anima sonora” del paese in una melodia, creando un “inno” capace di trasformare la dissonanza in “armonia collettiva”.

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Il 29 settembre del 1990 Giuseppe Chiari invitò al Centro Pecci di Prato moltissimi amici musicisti ( e non) per dare luogo tutti insieme a un’improvvisazione: unica condizione quella di suonare, solo suonare. Giuseppe Chiari riuscì a ottenere la fiducia di circa 100 persone. sicuramente 85 musicisti conosciuti parteciparono. Durante la serata altre 20 persone si aggiunsero.

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